Ave Maria!

Franciscains de l’Immaculée

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Casa della Carità - Bembereké

l 25 agosto 2012 a Bembereké, in Repubblica del Benin, nell’anno del XXX anniversario della canonizzazione di S. Massimiliano M. Kolbe è stato inaugurato il primo orfanotrofio che gli è dedicato in questo paese dell’Africa Occidentale. Si tratta di una realizzazione dei Frati francescani dell’Immacolata presenti dal 1991 nel Paese che fu la patria del compianto card. Bernardin Gantin. Oltre a professare la Regola Bollata del I Ordine, l’istituto religioso di diritto pontificio rivive nel suo carisma l’esperienza di vita e d’azione delle “Città dell’Immacolata” fondate dal santo martire francescano in Polonia e in Giappone negli anni Trenta. In un solo ventennio, i Frati Francescani dell’Immacolata, dopo la realizzazione della radio cattolica nazionale “Radio Immaculée Conception” e del santuario mariano diocesano “Notre Dame de la Divine Miséricorde” ad Allada, si sono lanciati anche nell’attività socio caritativa nel Borgou, regione settentrionale del Paese, economicamente più depressa, per favorire i bambini più poveri. Le Suore Francescane dell’Immacolata che ne rappresentano il ramo femminile condividendo con i frati la fondazione e la spiritualità, si stanno a loro volta prodigando nel Sud del Benin con la costruzione già avviata di una “Casa della Carità” a favore delle bambine più povere. La benedizione del complesso logistico ed educativo “S. Massimiliano M. Kolbe” di Bembereké è stata assicurata dal vescovo di N’Dali, mons. Martin Adjou, in presenza del prefetto dell’Atakora, il sindaco di Bembereké e una delegazione del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. Edificante la lettera di circostanza, inviata dal dr. Giuseppe Gambardella, Console Onorario del Benin a Napoli. Questo rispettabile diplomatico, da sempre sensibile allo sviluppo del Paese, nella sua intensa ed efficace attività si è prodigato in varie opere caritative,sia a livello istituzionale che informale, spesso in collaborazione con i frati. In un periodo di crisi economica dell’Occidente, il finanziamento del mini-villaggio è un laboratorio di pedagogia e di creatività per l’infanzia missionaria essendo il frutto di alcuni anni della distribuzione in Italia di uova e presepi di cioccolato con la sensibilizzazione e il coinvolgimento attivo dei bambini a favore di loro simili che vivono in paesi più poveri e ai quali non si può negare la stessa opportunità di educazione e d’istruzione che sono la base dell’umanizzazione. Questa modalità di animazione missionaria, coordinata soprattutto della ONLUS “AMIM” (Associazione Missione dell’Immacolata Mediatrice) composta nella quasi totalità da laici appartenenti al Terz’Ordine dei Francescani dell’Immacolata ha così mostrato coi fatti l’efficacia dell’idea. E’ la prima volta, da quando si costruiscono “case della carità” nei Paesi in via di sviluppo, che in soli due anni e con una spesa ragionevole, si è riusciti a portare a termine una costruzione. Non a caso la data dell’inaugurazione è caduta nella memoria liturgica di S. Luigi re di Francia, patrono del Terz’Ordine francescano. A cornice dell’avvenimento, nel prospicente santuario mariano “Madonna della Pace” si era precedentemente svolta la cerimonia di vestizione religiosa e di Professione religiosa di nove giovani provenienti da Benin, Camerun e Ciad, che hanno rispettivamente inaugurato e concluso l’anno di noviziato nei Francescani dell’Immacolata, la cui casa di formazione per l’Africa francofona è appunto a Bembereké. Una numerosissima presenza di fedeli locali, una delegazione di benefattori italiani e persino di dignitari musulmani del posto, ha accompagnato l’evento manifestando apprezzamento nei confronti dell’opera. E’ un seme di speranza in una regione povera del Benin, a maggioranza islamica, dove l’infanzia è particolarmente esposta alle conseguenze del sottosviluppo. Dall’originale pianta a forma di “M” per significare “Maria” e “Massimiliano”, il complesso dispone di infrastrutture studiate per offrire fino a una cinquantina di bambini e adolescenti, un soggiorno felice e fruttuoso attraverso sale di studio e aree da gioco. L’obiettivo della realizzazione è offrire ai bambini più poveri, privilegiando coloro che hanno perso uno o entrambi i genitori, l’opportunità di seguire almeno un corso d’istruzione primaria e un’educazione umana e religiosa di alta qualità. Se lo sviluppo parte dall’educazione, questa realizzazione vuole essere una risposta concreta al monito “Alzati e cammina” dell’esortazione apostolica Africae Munus che Benedetto XVI ha firmato e consegnato all’episcopato del Continente Africano e di Madagascar proprio in occasione del suo viaggio apostolico in Benin del novembre scorso.

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