Segni dal cielo: apparizioni, discernimento e la saggezza della Chiesa

Nel tempo che viviamo, segnato da spaesamento spirituale e da una certa smemoratezza del sacro, il fenomeno delle apparizioni mariane – vere, presunte o in fase di discernimento – si presenta come un evento sempre più diffuso. Non solo nella devozione popolare, ma anche nei media, sui social, persino nelle conversazioni parrocchiali. È come se il bisogno di sentirsi raggiunti dal cielo diventasse più acuto proprio là dove la terra sembra franare sotto i piedi.

L’uomo contemporaneo, attraversato da inquietudini profonde che scienza e tecnologia non riescono a placare, avverte il desiderio di essere accompagnato, visitato, rassicurato. Ma se il bisogno di Dio è sempre legittimo, talvolta può smarrirsi nel miracolismo, dove la fede è sostituita dalla curiosità per lo straordinario, e il Vangelo dalla superstizione. Ecco perché la Chiesa, con paterna saggezza, continua a vigilare: non per frenare la devozione, ma per proteggerla dal rischio dell’illusione.

Trevignano e Zaro: due strade, una stessa prudenza

Ne sono un esempio recente due luoghi italiani diventati famosi per presunti fenomeni mistici: Trevignano Romano, nella diocesi di Civita Castellana, e Zaro di Ischia. A Trevignano, dopo un lungo clamore mediatico, il vescovo Marco Salvi ha dichiarato nel marzo 2024 la non soprannaturalità dei fatti riferiti dalla presunta veggente¹. Sono stati vietati atti pubblici di culto legati a tali eventi, e si è chiesto alla protagonista di rispettare il discernimento ecclesiale e intraprendere un cammino di purificazione. Un atto necessario per evitare fraintendimenti, manipolazioni e disobbedienze, e per tutelare la fede dei semplici.

Diverso il tono del percorso compiuto dalla diocesi di Ischia per Zaro. Qui, pur senza un riconoscimento ufficiale dell’origine soprannaturale, la Chiesa accompagna con attenzione i frutti spirituali – conversioni, ritorni alla fede, preghiera – incoraggiando i fedeli a mantenere la centralità del Vangelo e della comunione ecclesiale².

Tuttavia, anche in contesti come quello di Zaro, si rende necessaria una saggia vigilanza. È infatti importante ricordare che non appartiene allo stile della Madonna, e ancor meno alla prassi delle apparizioni autentiche riconosciute dalla Chiesa, diffondere messaggi catastrofici, minacciosi o in aperta critica verso la Chiesa e il Magistero. Quando accade, è lecito interrogarsi sull’origine di tali messaggi. Se attorno al fenomeno si crea sfiducia nell’autorità ecclesialedisobbedienza ai pastori, o se si evita il confronto con la Chiesa e si esercita una forma di terrorismo spirituale per fidelizzare i devoti, ci si trova dinanzi a segni preoccupanti. Il Vangelo non ha bisogno di paura, ma di verità e carità.

Un cambio di passo: le nuove Norme della Chiesa

A segnare il passo in questa direzione è stato il Dicastero per la Dottrina della Fede, che il 17 maggio 2024 ha pubblicato nuove Norme per il discernimento dei presunti fenomeni soprannaturali³. Le vecchie norme del 1978 – ormai inadeguate a un’epoca segnata da social media e viralità – sono state sostituite da criteri più realistici e pastorali. Non si parlerà più, se non in rari casi riservati al Papa, di dichiarare “soprannaturale” un evento. La Chiesa preferisce valutare i frutti, distinguere l’origine divina dal semplice impulso umano, ma anche riconoscere ciò che fa crescere la fede, anche in assenza di un giudizio definitivo.

Sono previste sei possibili classificazioni dei fenomeni, alcune delle quali permettono di valorizzare luoghi di grazia senza dover dichiarare un’origine miracolosa⁴. In altre parole, non è necessario sapere se Maria sia apparsa davvero, per riconoscere che in un luogo – magari semplice e nascosto – Dio sta operando nei cuori.

Un Osservatorio per ascoltare il cielo

A questo nuovo quadro si affianca un’iniziativa preziosa: l’Osservatorio internazionale sulle apparizioni e fenomeni mistici, creato nel 2023 presso la **Pontificia Accademia Mariana Internazionale (PAMI)**⁵. È uno strumento interdisciplinare, fatto di teologi, canonisti, psicologi, medici e antropologi, con il compito di studiare con serietà e prudenza questi fenomeni, aiutando le diocesi a discernere con rigore e carità. Come ha detto il presidente della PAMI, padre Stefano Cecchin: «Non tutto ciò che è insolito è falso, ma nemmeno tutto ciò che commuove è vero»⁶.

In un tempo in cui le apparizioni possono diventare virali prima ancora che valutate, la Chiesa chiede cautela. Cautela non è sfiducia: è amore per la verità, per il bene dei fedeli, per la comunione ecclesiale.

Perché Maria viene

Maria, quando appare – se appare – non lo fa per attirare l’attenzione su di sé, ma per condurci a Gesù. Non fonda movimenti paralleli alla Chiesa, non parla contro i vescovi, non propone dottrine nuove. Non chiede obbedienza a sé, ma a Cristo, e dunque alla Chiesa. Le vere apparizioni sono evangeliche: semplici, discrete, luminose. Dove si coltiva fede viva, carità concreta, preghiera e unità con il Papa, lì si respira aria di Dio.

«Beati quelli che pur non avendo visto, crederanno» (Gv 20,29), dice Gesù a Tommaso. È la fede che salva, non la visione. Le apparizioni possono aiutare, ma non sono mai necessarie. E se ci sono, devono essere discernute, mai idolatrate.

Gratitudine, sobrietà, verità

La vera sfida oggi è ritrovare la sobrietà del Vangelo, che non rifiuta i segni, ma li mette al servizio della Parola. Le nuove norme del Dicastero e l’attività dell’Osservatorio PAMI non sono un freno alla devozione, ma un dono alla fede. Ci insegnano a distinguere il miele dall’inganno, la carezza materna dall’illusione, l’iniziativa di Dio dal protagonismo umano.

E se Maria continua a visitarci, è per dirci ancora una volta: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2,5).


Note

  1. Diocesi di Civita Castellana, Decreto vescovile su Trevignano Romano, 6 marzo 2024.
  2. Diocesi di Ischia, Comunicazioni pastorali sulla località di Zaro, 2014–2024.
  3. Dicastero per la Dottrina della Fede, Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali, 17 maggio 2024.
  4. Ivi, art. VI.
  5. Pontificia Accademia Mariana Internazionale, Comunicato stampa sull’istituzione dell’Osservatorio, 15 aprile 2023.
  6. P. Stefano Cecchin, Dichiarazione a Vatican News, 17 aprile 2023.

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