Esercizi spirituali e Professioni Perpetue FI

ESERCIZI SPIRITUALI E PROFESSIONI PERPETUE PER I FRATI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA

 

Come ogni anno, anche quest’anno i Frati Francescani dell’Immacolata presenti inItalia si sono radunati per gli Esercizi Spirituali. La location scelta quest’anno è stato il Convento annesso al Santuario di Maria SS.ma delle Indulgenze di Casalucense, nel Comune di S. Elia Fiumerapido (FR), a circa 10 km da Cassino.

Gli Esercizi Spirituali sono stati tenuti in due turni. Il primo si è svolto dal 27 agosto al 1° settembre, ed è stato predicato da P. Carlo Calloni, Postulatore Generale dei PP. Cappuccini, e Commissari Aggiunto dei Frati Francescani dell’Immacolata;il secondo turno si è svolto dal 3 all’8 settembre, ed è stato predicato da Don Juan Luquero, Salesiano.

Ad entrambi i turni ha partecipato il Commissario Pontificio, Don Sabino Ardito, Salesiano, che si è messo a disposizione per incontrare personalmente i frati e che ha tenuto alcune comunicazioni di carattere istituzionale.

I due turni di Esercizi, cui hanno partecipato rispettivamente 37 e 52 Frati, hanno avuto predicatori diversi in ragione della loro disponibilità; entrambi, però, hanno puntato a mettere i partecipanti a confronto sia con gli impegni propri della sequela Christi nella condizione ecclesiale di «consacrati religiosi», sia con quello specificodella fedeltà dinamica al carisma del proprio Istituto nel vissuto della Chiesa, che ne costituisce la destinataria.

Gli Esercizi predicati da P. Carlo Calloni hanno avuto un taglio «francescano»: punto di partenza di ogni intervento è stata una «parola» del nostro S. Padre Serafico; quelli predicati da Don Juan Luquero un taglio più «cristologico»: la comunità religiosa è icona vivente del Cristo che prega, che evangelizza, che guarisce, che salva, guardando sempre a Maria, prima consacrata del Padre.

In questo secondo turno il Predicatore ha offerto uno spazio di «condivisione» con e tra i partecipanti per una riflessione comune sugli aspetti ritenuti maggiormente significativi con l’arricchimento di tutti. Importanti sono stati anche i momenti di riflessione condivisi con il Commissario Pontificio sulla identità carismatica propria del nostro Istituto. Inoltre, caratteristica comune di entrambi turni sono stati i momenti particolarmente intensi di preghiera comunitaria, che hanno visto i Frati riuniti attorno al loro Signore e alla Vergine Immacolata.

Al termine del secondo turno, l’8 settembre, 5 Frati Francescani dell’Immacolata (4 nigeriani e 1 francese) hanno emesso la Professione Perpetua, mentre 37, di varie nazionalità, hanno rinnovato la loro Professione Temporanea.

I nomi dei Professi Perpetui sono: Fra Dominic M. Okonwa; Fra Simon M. Mbacilin; Fra Jerome M. Nwokedi; Fra Cyprian M. Ikenna Mbagwu; Fra Paschal M. Mauvoisin.

Durante una toccante cerimonia, partecipata anche da Confratelli convenuti da tutta Italia e da parecchi fedeli del luogo e di altre zone, i neo Professi Perpetui hanno fatto la loro Professione nelle mani del Commissario Pontificio, assistiti, in qualità di testimoni, da P. Alessandro Calloni, Delegato per l’Italia, e da P. Rosario M. Sammarco, Rettore degli Studenti di Teologia.


Quella dell’8 Settembre come data per un evento così importante non è stata, ovviamente, una scelta casuale. A parte la lunga tradizione dei Frati Francescani dell’Immacolata, di collocare questi eventi sempre in giorni legati alla vita o alla missione della Vergine, è stato particolarmente significativo il fatto che questi 5 giovani abbiano detto a Dio il loro “sì” definitivo nella ricorrenza liturgica della festa della Natività della Vergine Madre di Dio, nel giorno, cioè, in cui la Chiesa ci ricorda che Ella è nata «Immacolata», che è il titolo speciale della Madre di Dio a, quale i FFI si consacrano totalmente con il quarto voto di missionarietà, conforme agli insegnamenti di S. Massimiliano M. Kolbe.

Da parte sua il Commissario Pontificio, nella omelia, commentando il passo di Matteo proposto dalla liturgia della festa, ha rilevato che da esso si evince come il «sì» di Maria nell’ Annunciazione non fu senza sofferenze, per Lei e per Giuseppe; Ella però, fiduciosa in Colui che L’aveva chiamata, visse ogni evento in un «sì perenne» alla Volontà del Padre; ossia maturò la sua maternità divina con quel sì confermato quotidianamente.

Allo stesso modo, ha sottolineato riferendosi a tutti i presenti, sia il nostro «sì della consacrazione battesimale», sia il «sì che state per pronunciare con la professione religiosa, temporanea o perpetua, è per sua natura un «sì perenne»; ossia, non un sì pronunciato una volta per sempre, ma un sì che richiede di essere riaffermato in ogni «oggi della nostra vita», per adempiere la missione che ci affida Dio Padre. Il quale, come fu per Maria, ci interpella in tutti gli eventi quotidiani della nostra vita di battezzati e consacrati religiosi: eventi personali e comunitari, a volte gioiosi, a volte dolorosi.

A loro non possiamo che augurare una Vita Religiosa tutta spesa, in unione con Maria, Vergine e Immacolata, per la maggior gloria di Dio Padre e a beneficio di tutti i nostri fratelli.