Quattro nuovi Accoliti FI

4 NUOVI ACCOLITI

Il primo giorno della Novena di Natale, evento per se stesso ricco di grazie per tutti, quest’anno ha donato una gioia particolare al nostro Istituto di Frati Francescani dell’Immacolata.

Infatti il 16 dicembre u. s., il Commissario Pontificio, Don Sabino Ardito, che il 22 di questo mese celebrerà il 50° di Sacerdozio, ha conferito i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato a 4 Frati, studenti del 4° anno di Teologia: Fra Fiacre M. Agossounon (dal Benin), Fra James M. Shatu (dalla Nigeria), Fra Terrence M. Chartier (dagli USA), fra Josemaria Barbin (dal Canada). Dopo circa 3 anni dalle ultime Ordinazioni Sacerdotali e dopo mille difficoltà che si sono dovute superare, questo evento, segno concreto della materna attenzione della Chiesa nei nostri riguardi, dona nuova speranza al nostro Istituto Religioso. In prospettiva, questi neo-accoliti, insieme ai compagni di corso, che hanno ricevuto in precedenza questi ministeri e che stanno frequentando tutti il 4° anno di Teologia preso diverse Università Pontificie Romane, verso la S. Pasqua del 2017 riceveranno l’Ordinazione Diaconale e al termine del ciclo degli studi di Teologia riceveranno l’Ordinazione presbiterale nelle diocesi di origine, così da favorire la più ampia partecipazione dei familiari e delle Chiese particolari.

La celebrazione del rito, ha avuto luogo nella chiesa parrocchiale S. Maria di Nazareth adiacente alla omonima nostra Casa Mariana di Via Boccea, in Roma, ove ha sede lo Studentato Teologico, ed è stata animata dal suo Coro. Con il Commissario Pontificio hanno concelebrato: l’Economo Generale P. Immacolato M. Acquali, il Delegato per l’Italia P. Alessandro M. Calloni, il Prefetto degli Studenti di Teologia P. Rosario M. Sammarco, il Prefetto degli Studenti di Filosofia P. Januarius M. Tindoy, il Guardiano della Casa Mariana di Casalotti P. JohnFrancesco M. Lim, e il Parroco P. Giuseppe M. Grioni.

Nella omelia, Don Sabino Ardito, rilevato che i compiti propri dei Lettori e degli Accoliti erano stati adeguatamente presentati dalle rispettive esortazioni liturgiche e preghiere di benedizione, ha proposto una riflessione prendendo spunto dalla finale del del vangelo del giorno: «Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato» [Gv 5,36]. È noto, ha detto, il «senso» particolare che ha il verbo «dare» nel Vangelo e nelle Lettere dell’Apostolo S. Giovanni: ha sottolineato: il Padre ci ha donato il Figlio, il Padre e il Figlio ci hanno donato lo Spirito, il Figlio ha donato per noi la sua Vita; e ancor prima, le stesse relazioni trinitarie parlano di dono-accoglienza reciproca. Dunque Dio vive donando. Ne segue che nella Chiesa l’esercizio di ogni ministero si attua nel dono di sé ai fratelli, fino all’assimilazione sacramentale con Cristo fattosi, per noi uomini, servo obbediente fino alla morte in croce.

Anche la Vergine Immacolata, la cui vita terrena è per noi emblema di come sarebbe stata la vita umana senza il peccato dei progenitori, ci ricorda che il suo senso più vero sta nel servire i fratelli: «Ecco, sono la serva del Signore»; e subito parte per andare a servire la parente Elisabetta; poi, serve umilmente Giuseppe e il figlio Gesù.

Ricevendo il Ministero del Lettorato, ha concluso, questi nostri confratelli sono stati costituiti servitori della mensa della Parola di Dio: il che impegna ad accoglierla in sé e a viverla per poterla poi trasmettere agli altri attraverso la sua proclamazione durante la celebrazione della S. Messa e attraverso l’insegnamento catechetico.

Ricevendo il Ministero dell’Accolitato, essi sono stati costituiti servitori della mensa eucaristica: che impegna a fare della propria vita un sacrificio spirituale gradito a Cristo, sorretti dalla loro vicinanza particolare alla celebrazione del Sacrificio e alla distribuzione del Corpo di Cristo, e alla possibilità di portare la S. Comunione anche ai malati.

Il nostro particolare augurio a questi Confratelli, è di conformarsi sempre più al Cristo che si è fatto dono a noi nella mangiatoia di Bethleem e che continua a farsi quotidianamente dono per noi nel Sacramento dell’Altare.