S. NATALE 2014

Carissimi, per gli auguri natalizi di quest’anno mi servo delle parole di un testo dei primi secoli della Chiesa, la Lettera a Diogneto, nella quale si legge che “l’uomo proviene da Dio; è impastato di Lui”.
Parole raccolte dalla Chiesa che le ha sparse sui dolori e sulle aspettative degli uomini che si distraggono, credendole perdute nei vortici degli anni. D’un tratto, ritornano, ricche di una realtà misteriosa che la mano dell’Onnipotente ha guidato per sentieri noti a Lui solo e che ora ci rammenta nel Natale, ricordandoci che “il nostro corpo è abitato dallo Spirito”. Natale non è, quindi, un evento esterno a noi, ma una manifestazione nell’intimo del nostro essere dell’amore infinito del Padre, fonte della vera gioia.
Mi riempie di vita – si legge nella Evangelii Gaudium di Papa Francesco – rileggere questo testo: “Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia” (Sof 3,17).
Grazie a quest’incontro con l’amore di Dio – aggiunge il Papa – che si tramuta in felice amicizia, siamo riscattati dalla nostra coscienza isolata. Giungiamo ad essere pienamente umani quando siamo più che umani, quando permettiamo a Dio di condurci al di là di noi stessi perché raggiungiamo il nostro essere più vero. Perché, se qualcuno ha accolto questo amore che gli ridona il senso della vita, come può contenere il desiderio di comunicarlo agli altri?
Parole che esprimono molto bene il senso cristiano del Natale, che è l’iniziativa di Dio di avvicinarsi agli uomini facendosi uomo; Dio che non solo parla all’uomo, ma lo cerca perché creato a sua immagine e somiglianza; che lo ama e lo vuole elevare alla dignità di figlio perché “se il primo pensiero di Dio fu un angelo, la prima parola fu un uomo” (Gibran)
Visto così, il Natale non è un visione idillica di lumi che volano e le luci che cantano, ma una “memoria pericolosa” per il nostro egoismo, la nostra superbia, le nostre stanche abitudini, la nostra poca umanità, consuetudini che ci privano del “potere di diventare figli di Dio” (Gb 1,13).
E allora Buon Natale di pace, di serenità, di comprensione, di dialogo e di perdono per te, per noi, per tutti.

P. Fidenzio Volpi
Commissario Apostolico Fi